Filiberto Rossi ci ha lasciati il 29 gennaio, dopo un ricovero in ospedale a causa di uno scompenso cardiaco. Aveva 98 anni, era stato partigiano ed aveva contribuito alla Liberazione della città di Torino, poi fondatore e presidente Uisp Torino e dirigente nazionale nell’Uisp e nell’Arci. Nel 1975 viene chiamato dall'allora sindaco di Torino, Diego Novelli, per diventare assessore e abbandona temporaneamente il ruolo di vertice della Uisp Piemonte, per tornare nel 1997 e rimanere alla guida fino al 2009.
La camera ardente sarà allestita alla “Sala Colonne” di Palazzo Civico a Torino lunedì 2 febbraio, dalle ore 10.30 presso la. Sempre lunedì, seguiranno i funerali alle ore 15.30 presso il Cimitero Monumentale di Torino. Sarà presente anche il presidente Uisp nazionale, Tiziano Pesce.
Alla sua famiglia, all’amata compagna Santina Vinciguerra, ai suoi cari, alla comunità uispina piemontese e a quanti lo hanno conosciuto va l’abbraccio più sincero di tutta l’Uisp.
“A nome mio personale e di tutta l’Uisp Nazionale esprimo il più profondo cordoglio per la scomparsa di Filiberto Rossi figura storica di immenso valore per il nostro movimento associativo e per le istituzioni che ha animato – ricorda Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp - Già presidente dell’Uisp Torino, poi dell’Uisp Piemonte e dirigente nazionale. Era l’ultimo consigliere emerito partigiano vivente della Città di Torino, già assessore comunale e presidente di circoscrizione. Una vita dedicata alla buona politica, allo sport sociale, al terzo settore, alla legalità.
Filiberto Rossi, classe 1928, è stato non solo uno dei padri fondatori dell’Uisp, ma anche uno straordinario protagonista della Resistenza. Fin da giovanissimo ha vissuto in prima persona l’impegno partigiano a Torino e in Piemonte, partecipando ad azioni di propaganda, sabotaggio e sciopero contro il nazifascismo e contribuendo alla liberazione della città con coraggio e determinazione.
La sua profonda convinzione antifascista lo portò, nel dopoguerra, ad un impegno civile e politico che lo vide partecipe della costruzione democratica del Paese. Nel campo associativo, Rossi ha dato vita alla Uisp a Torino negli anni ’50, avviandola poi sull’intero territorio piemontese, contribuendo in modo decisivo alla definizione di uno sport educativo, realmente popolare e accessibile a tutti. Sotto la sua guida, a più riprese, l’Uisp ha sviluppato attività che coniugavano sport, aggregazione sociale e promozione dei diritti, radicandosi nei quartieri e nelle comunità come proposta originale di sport popolare, anticipando valori e approcci dello sport per tutti e per tutte”.
L’Uisp perde un riferimento autorevole, ma conserva l’eredità delle sue idee, della sua umanità, del suo rigore e del suo esempio. Come presidente nazionale ho avuto il privilegio di poterlo ascoltare ancora, in presenza, a Torino, il 15 febbraio dello scorso anno, ad aprire il Congresso dell’Uisp Regionale Piemonte con un momento di approfondimento intitolato “Non c’è futuro senza storia”, al fianco, tra gli altri, di don Luigi Ciotti. Un intervento lucidissimo, con una speciale profondità di lettura, tra memoria, presente e, appunto, futuro. Una vera e propria lectio magistralis sull’Uisp e sulla strada da percorrere.
Non dimenticherò mai il suo caloroso abbraccio, il suo buffetto affettuoso, alcune parole che conserverò per sempre nel cuore, il suo augurio di buon lavoro per il nuovo mandato. In questo momento così triste, la comunità Uisp si stringe unita nel ricordo.
Grazie, Filiberto, per averci insegnato a credere nella forza dello sport di cittadinanza per cambiare la società, per promuovere diritti, per cercare di non lasciare indietro nessuno, per la democrazia, la libertà, la pace.
Grazie di tutto Filiberto, che la terra ti sia lieve”.
Uisp Piemonte e Uisp Torino, insieme a molte associazioni, forze sociali e istituzioni hanno ricordato la figura di Filiberto Rossi e pubblicato i numerosi messaggi di cordoglio giunti in queste ore.
“Il 15 febbraio 2025 avevamo invitato Filiberto Rossi ad aprire il nostro Congresso Regionale, presso la sede del Gruppo Abele a Torino – scrive Uisp Piemonte, insieme a Patrizia Alfano e Stefania D'Agostino - Non è stato un saluto formale né il racconto della storia di questa nostra grande Associazione, di cui tu sei stato uno dei principali fondatori.
Avevi letto ogni documento, ogni notizia, eri come sempre aggiornato, così come avevi insegnato ad essere a tante e tanti di noi che era importante studiare ed “essere preparati”. Ma nel tuo caso alla preparazione si aggiungeva sempre - e fu così anche quel giorno - una capacità di analisi e visione, unica e rara. Un’analisi puntuale sulle criticità del momento, dei rapporti con e tra il mondo sportivo, con le Istituzioni e in particolare con il governo.
Un elenco di ciò che con forza dobbiamo chiedere e per cui dobbiamo batterci, ripreso anche dall’intervento successivo al tuo che fu, quello di Luigi Ciotti. Un intervento importante per l’oggi e per il futuro della Uisp.
Salutandoti ci siamo ripromessi di continuare quel discorso con un’intervista e un corso di formazione con le nostre e i nostri giovani dirigenti. Realizzeremo comunque quell’intervista promessa, attingendo ai numerosi documenti che ci hai lasciato. Daremo vita anche al corso di formazione che avevamo concordato: non dimenticare la storia di cui sei stato protagonista, guardando al futuro secondo i tuoi insegnamenti, è oggi più che mai vitale. È il nostro modo per continuare a difendere la tenuta democratica del Paese, promuovendo la partecipazione e contrastando tutto ciò che nello sport — e nella società — tradisce questi valori. Ciao Filiberto, la nostra profonda vicinanza va a Santina Vinciguerra, sua compagna di vita fino alla fine". (a cura di I.M.)
Filiberto Rossi, all'epoca assessore (a sinistra), insieme al sindaco Diego Novelli ad una iniziativa pubblica al Circolo Girasole, Torino, 1978 (fonte: Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci di Torino - Polo del '900)